Tornano le tariffe minime. Eque (ma per chi?)
Pare che il ministro Alfano stia per eliminare una delle cose fatte da Bersani, ancora ai tempi del governo Prodi. All'epoca erano state abolite le tariffe minime che gli ordini professionali "impongono" ai propri associati. Per esempio un commercialista che vi aiuta a compilare la dichiarazione dei redditi al momento può chiedere la cifra che più ritiene adeguata, se rientreranno in vigore le tariffe minime dovrà (con suo grande dispiacere, immagino) adeguarsi.
Sinceramente è una cosa che non riesco a capire, non ne vedo i vantaggi, nemmeno per le categorie professionali, perchè non può essere tutto basato sulla legge della domanda e dell'offerta? Se le tariffe minime sono una cosa sensata perchè non si applicano a tutto? Non sarebbe forse il caso di imporre della tariffe massime?
I professionisti lamentano un calo di fatturato e questo è un male per loro e per il pil. Ma è un male per i loro clienti? E per il paese? I serevizi offerti sono stati peggiori dopo l'abolizione della tariffa minima?
Ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a capire.
on aprile 11th, 2010 at 11:59
ragiona al contrario:
esempio:
giornalista free-lance; mercato indegno; l'editore paga anche solo 10 euro per un articolo; un articolo richiede anche quattro ore di lavoro; lavoreresti per due euro lordi all'ora?
on maggio 3rd, 2010 at 18:54
Accetto senz’altro il ragionamento purchp si applichi a tutti i lavoratori e non solo ai giornalisti, altrimenti che sia il mercato a fare il prezzo!