Enel energia

Scritto il 9 ottobre 2009 in Burocrazia da pieru

Il confine tra stato e parastato è spesso piuttosto labile. Come classificare altrimenti i disservizi di Enel Energia? Tipici di ente parastatale, tipici di una "grande azienda" che in questo paese spesso significa azienda che se ne frega del singolo cliente e che bada ai grandi numeri.

Quello che mi lascia perplesso è che, secondo il racconto del malcapitato, pare che anche a livello di procedure Enel energia si messa davvero male, basta leggere il modo in cui si svolti i fatti per accorgersi che non si tratta di un episodio sfortunato ma che il nostro sfortunato amico ha incontrato il vuoto.

Il disegno di legge levi prodi

Scritto il 21 ottobre 2007 in Burocrazia, internet da pieru

Un sito come questo che state leggendo può rappresentare un pericolo per la casta dei politici o quella dei giornalisti? Sicuramente no. Ma 10 siti come questo? Oppure 100, 1000 siti in cui provare a mettere in evidenza gli sprechi, le inefficienze e tutte le schifezze della burocrazia italiana? Abbondiamo, 10.000 siti come questo possono essere un problema?
Io credo di sì perchè da tanti siti così nascono parecchi Beppe Grillo. magari non con lo stesso successo e non con la stessa audience ma con approfondimenti magari a carattere locale sicuramente interessante. Ci sono migliaia di gabibbi in erba sparsi per l’Italia che possono pubblicare sul loro sitino una notizia e questo deve fare molta paura perchè finalmente possiamo parlare della casta e parlandone sul web ci accorgiamo di non essere soli ad avere certe sensazioni e certe idee e la chiacchiera da bar germoglia e attecchisce.
La casta si è accorta del pericolo e sta provando a reagire con il disegno di legge levi prodi, semplicemente un tentativo di chiudere i siti internet che fanno informazione senza appartenere alla casta dei giornalisti, nè più nè meno. Per ora è solo una proposta di legge e deve passare al vaglio del parlamento ma c’è molto da preoccuparsi dato che una legge del genere piacerebbe da morire a maggioranza e opposizione.

Abolito il PRA??

Scritto il 28 gennaio 2007 in Burocrazia da pieru

Si dice, si mormora che il ministro Bersani voglia abolire il PRA (Pubblico Registro Automobilistico). Un colpo al cerchio e una alla botte o meglio ancora due passi avanti e uno indietro come in un bellissimo minuetto. Dopo il ripristino del registro clienti fornitori (una cosa della cui utilità dubitano perfino i commercialisti) pare che in futuro verrà abolito uno degli enti più inutili d’Italia, quel registro che ci costringe a una complicazione in più quando c’è da fare il passaggio di proprietà di una macchina, una automobile, una autovettura … una cosa che riguarda la vita di tutti insomma.
Sarebbe bello non essere costretti a fare due file, a non perdere tempo inutilmente e a rimettere in discussione alcune delle incredibili certezze che sono radicate nel profondo degli italiani adulti. Il PRA non serve a nulla! Ben venga questo passo nella giusta direzione.
PS: l’immagine che ho inserito nell’articoletto NON è un errore!

Burocrazia e architettura

Scritto il 21 dicembre 2006 in Burocrazia da pieru

Chi pensa che il mestiere dell’architetto sia facile sbaglia di grosso. Anni passati in università a studiare, fare esami complessi, sviluppare una capacità tecnica e creativa e arrivare a progettare un edificio (o parte di esso) e poi … poi si arriva sul mondo del lavoro.
La parte più complessa del lavoro di un architetto in Italia a volte si rivela essere la parte di progettazione o, per essere più precisi, l’applicazione delle miriadi di leggi, norme e normative che a tutti i lievevelli devono essere applicate a un progetto.
Chi non è esperto della materia spesso tende a sottovalutare questo aspetto, ignora che ci sono leggi nazionali, regionali e comunali che in alcuni sfortunati casi sono in contrasto tra loro. Spesso si ignora che i piani regolatori giacciono abbandonati e risalgono agli anni 70. In alcuni comuni il catasto ha fatto passi da gigante ma in altri si deve ancora ricorrere al supporto cartaceo anche per la più piccolo sciocchezza il risultato è che si perde tempo (e denaro) in semplici adempimenti burocratici e non nel vero e proprio svolgimento del progetto.
Il risultato: ancora una volta ricade sul semplice cittadino che vede salire vertiginosamente i costi per acquistare la sospirata casa e i tempi necessari per la sua realizzazione. Anche la realizzazione di una semplice ristrutturazione può rivelarsi un compito tutt’altro che banale al punto che è indispensabile rivolgersi a un professionista anche per le cose più banali.
Un architetto italiano insomma passa molto del suo tempo non tanto a progettare ma a dstricarsi nella jungla delle norme.