Vi ricordate di Cottarelli?

47081-ilyke.net-large-Thumbscrews_dsc05365Vi ricordate ancora di Carlo Cottarelli? Un ripasso veloce se siete smemorati (e pigri): era stato incaricato di individuare i possibili tagli alla spesa, gli sprechi. Ci ha messo tempo, tanto tempo e ha prodotto una mole impressionante di documenti individuando di tutto, oltre ai soliti costi standard ha colpito al cuore la complicità tra politica e mondo imprenditoriale (fasullo, dopato). Ricordo di aver letto con attenzione soprattutto la parte i cui si parlava delle società partecipate, una terra di nessuno in cui succede di tutto salvo poi presentare il (salatissimo) conto ai cittadini italiani.

Tra le cose che si sono scoperte a posteriori anche il motivo per cui ha impiegato così tanto tempo e perchè la sua relazione, per quanto enorme, in alcuni punti è incompleta: non gli davano i documenti che chiedeva.

Non c’è da stupirsi: i borboni sfoderano gli artigli quando c’è da difendere se stessi e i propri familii. Penso che lo strumento della foto avrebbe indotto i rallentatori e più miti e rapidi consigli.

Il DURC e i centesimi

Lo srtappalingueIn una vita precedente sono stato imprenditore e ricordo che mi capitava spesso di dover firmare una montagna di documenti, a volte piuttosto insensati. Per aprire un conto in banca, ad esempio, parecchie pagine erano dedicate alla privacy… mi chiedo poi se qualcuno ha mail letto quelle pagine, eppure la carta costa. Sempre in banca c’era quasi sempre da firmare “l’antimafia”. Due cose mi facevano sorridere: prima di tutto il fatto che ogni tanto era da firmare e ogni tanto no, mai capita la logica, forse ogni tanto l’ultimo “antimafia” firmato scadeva e aveva bisogno di una rinfrescata… il secondo aspetto buffo del modulo era nella sua stessa concezione: in pratica una o più pagine di dichiarazioni e autocertificazioni si potrebbero riassumere in una sola domanda: sei un mafioso? Sì – No.

E anche questo concetto apriva nella mia giovane e ingenua mente una serie di dubbi. Un vero mafioso cosa farà? Dichiarerà con onestà e coscienza la sua appartenenza a cosa nostra? Un semplice affiliato, un simpatizzante, cosa deve rispondere a questa domanda? Non era prevista una via di mezzo, probabilmente in via prudenziale il simpatizzante mafioso doveva rispondere onestamente “no”, almeno fino al sopraggiungere di una sentenza per associazione, sia pure in primo grado. Certo che con i tempi della giustizia doveva aspettare parecchio…

Un documento però molto meno buffo è quello citato in un articolo del corriere della sera di ieri, e riguarda il famigerato DURC, il Documento Unico di Regolarità Contributiva.

Se non sapete cos’è siete fortunati ma non vi preoccupate, è facile da spiegare, nonostante il nome che incute un certo reverenziale timore.

Uno dei problemi dello stato è quello di non favorire chi non si comporta bene. In altre parole la Repubblica Italiana ha deciso di non volere tra i suoi fornitori gli evasori fiscali. Ottima idea. Qualche astuto burocrate ha intuito che una auto-dichiarazione firmata dall’imprenditore non era troppo attendibile, forse si sono fatti un’esperienza proprio col modello antimafia e hanno deciso di non fidarsi quindi no, non basta un semplice modulo firmato, neppure se la firma apposta incrociando gli occhi e dicendo ad alta voce “giurin giuretto”, per sapere se l’aspirante fornitore dello stato è in regola con le tasse ci vuole un bel modulo, con timbri e ceralacche, fornito da un altro ente, da un certificatore. Mica possono fidarsi dell’imprenditore…

Ricapitoliamo: lo stato ha bisogno di un fornitore, per esempio ha bisogno di comprare una nuova scorta di temperamatite per il Comune di Velletri. Viene istituito un bando di gara (ci vuole una gara d’appalto, è giusto, la trasparenza…), tutti gli aspiranti fornitori per partecipare devono presentare in triplice copia l’offerta economica, tre fotografie del temperino proposto e soprattutto il DURC.

Questo benedetto documento in buona sostanza serve a certificare che la ditta aspirante fornitrice è in regola, che paga regolarmente tasse e contributi previdenziali. Ottimo, grande idea. All’atto pratico nella stragrande maggioranza dei casi sono i commercialisti a svolgere l’ingrato compito di farsi rilasciare i vari certificati dagli enti previdenziali e dall’agenzia delle entrate. Intendiamoci: mica gratis, il DURC costa. Per amor di precisione va anche detto che il burocrate ha fatto le cose perbene: il DURC scade. Già perchè non è detto che chi è in regola con il pagamento delle tasse oggi lo sia anche domani, meglio non fidarsi. Tanto più che così poi lo stato lucra un po’ sulle marche da bollo e dà un po’ di lavoro ai commercialisti, tutto fa PIL!

Quindi un’azienda per poter diventare fornitrice dello stato deve farsi rilasciare una certificazione dallo stato. Sì ma è un altro ente, si dirà, poi di enti previdenziali ce ne sono tanti, non c’è mica solo l’INPS… sarà ma a me continua a sfuggire la logica, non dovrebbe essere lo stato a fare questi controlli? Si potrebbe anche entrare nel merito di cosa vuol dire “regolarità contributiva” ma questo discorso sarebbe assai complicato e per il momento vorrei soprassedere su questo aspetto.

Quello che qui volevo sottolineare è che a volte, non sempre ma non così di rado, tutto questa carta produce delle vicende kafkiane, nell’articolo del corriere è riportato il caso di un artigiano che non è riuscito ad avere questo stramaledetto DURC per non aver pagato una cinquantina di centesimi… mille lire… mezzo caffè al bar. A me pare una roba da matti…

Sarebbe interesse poter capovolgere il concetto, poter chiedere allo stato nelle sue varie estensioni e ramificazioni una certificazione prima di chiedere soldi a cittadini e imprese. Vuoi il canone RAI? Certifica di non aver trasmesso troppi programmi di merda. Vuoi i soldi della spazzatura? Facci vedere il certificato: le strade sono pulite? Dove finisce la rumenta? A che punto siamo con la differenziata?

Un alluvione incontrollato di norme

Ghigliottina

Bravissimi a «incasinare le cose semplici», abbiamo «un sistema fiscale che è quanto di più assurdo, farraginoso e devastante si possa immaginare». Sono parole del presidente del consiglio Matteo Renzi, mica l’ennesima invettiva del sottoscritto. Il principale difetto dell’ex sindaco di Firenze a mio modo di vedere è lo spread, la differenza tra quello che […]

[Continue reading…]

45 giorni sono troppi per chiunque

47081-ilyke.net-large-Photo_00053

45 giorni di ferie all’anno sono troppi per chiunque, in particolare per i giudici ovvero quella categoria di persone che dovrebbe svolgere un ruolo fondamentale nella vita di una democrazia rappresentando un pilastro dell’esistenza, quelli che dovrebbero dare certezze e (appunto) giustizia ma che i Italia sono più famosi per i ritardi e le sentenze […]

[Continue reading…]

Lui è tranquillo

47081-ilyke.net-large-431574_340792195956608_197911436911352_858786_2105699772_n

Per fortuna lui è tranquillo. E’ un medico ospedaliero dell’ospedale di Giarre e in 9 anni ha lavorato in tutto 15 giorni, tra borse e permessi. Tutto regolare, sicuramente ha rispettato le leggi ma due cose mi vengono in mente: per prima cosa bisogno cambiare immediatamente quello che consente un simile scempio. Come seconda consiglio […]

[Continue reading…]

La salute dei bagnini

47081-ilyke.net-large-Slide528

Cosa fareste a un vigile urbano che risultava in malattia, per tutto il periodo estivo, mentre in realtà lavorava facendo il bagnino? Ma soprattutto cosa fareste al suo medico? Io qualche idea la avrei, fonte di ispirazione un ottimo articolo sugli strumenti di tortura orientali oppure, a voler fare i moderni, una pinza e una […]

[Continue reading…]

Giudici di pace in sciopero

sciopero

Il diritto di scioperare è una conquista della civiltà moderna. Negli anni ’50 quando i padroni erano “i padroni” e gli appartenenti alla classe operaia erano considerati meno che formiche hanno permesso di porre un freno a certe ingiustizie. Lo sciopero è uno strumento potente che dovrebbe essere usato in modo giusto dalle persone giuste. […]

[Continue reading…]

629 norme in sei anni

47081-ilyke.net-large-0s01

Chi non ha a che fare con il fisco italiano secondo me fa fatica a capire quello di cui stiamo parlando. Quando lavoravo come dipendente facevo parte anche io del gregge di quelli che si incazzavano quando venivano pubblicate le statistiche dei gioiellieri che guadagnano 1000 euro all’anno, pensavo che le tasse sono una cosa […]

[Continue reading…]

I poveri commessi del parlamento

lafacciacomeilculo

Hanno veramente la faccia come il culo. E io li ho visti, ci sono stato a montecitorio, ho visto quelli che fanno passare borse e zaini attraverso il metaldetector per il modico stipendio di 50.000 euro all’anno. Hanno il coraggio di non sentirsi dei privilegiati ma siccome detesto le generalizzazioni è giusto dire che almeno […]

[Continue reading…]

1 minuto alla settimana

th

1 minuto di lavoro. Alla settimana. Sembra uno scherzo invece è tutto vero, è quanto capita a un veterinario secondo quanto riportato dal corriere della sera ma attenzione prima di puntare il dito verso l’obiettivo sbagliato: non si tratta di un dottore sfaticato o assenteista, lui si limita ad attenersi al suo contratto quindi se […]

[Continue reading…]