Giudici di pace in sciopero

scioperoIl diritto di scioperare è una conquista della civiltà moderna. Negli anni ’50 quando i padroni erano “i padroni” e gli appartenenti alla classe operaia erano considerati meno che formiche hanno permesso di porre un freno a certe ingiustizie. Lo sciopero è uno strumento potente che dovrebbe essere usato in modo giusto dalle persone giuste.

Adesso sono i giudici di pace a mettersi a scioperare, dal 4 al 10 novembre. 200.000 procedimenti slitteranno in scioltezza al 2015, olè.

Vi auguriamo di non essere tra i poveri cristi che si sono illusi, rivolgendosi al giudice di pace, sperando di vedersi riconoscere un torto subito. Se niente niente sperate di ottenere dei soldi dalla sentenza vi auguriamo di potervi permettere di aspettare per qualche altro mese.

Se la cifra che state aspettando contavate di usarla per pagare le tasse o qualche cartella di equitalia vi auguriamo che le more non ammazzino la vostra stabilità finanziaria.

E a tutti quelli che pensano “sticazzi dello sciopero” vogliamo fare una domanda: siete sicuri che sia giusto che 200.000 cristi che aspettano giustizia debbano aspettare qualche mese in più? Non entriamo nemmeno nel merito delle rivendicazioni dei giudici di pace, partiamo dal presupposto che siano perfettamente legittime.

Noi restiamo convinti del fatto che nel momento in cui lo sciopero, come strumento di rivendicazione dei propri diritti, non danneggia tanto il datore di lavoro, il padrone, ma altre persone come utenti, viaggiatori o semplici cittadini, ecco in questi casi non pensiamo che qualcosa non va.

629 norme in sei anni

47081-ilyke.net-large-0s01Chi non ha a che fare con il fisco italiano secondo me fa fatica a capire quello di cui stiamo parlando. Quando lavoravo come dipendente facevo parte anche io del gregge di quelli che si incazzavano quando venivano pubblicate le statistiche dei gioiellieri che guadagnano 1000 euro all’anno, pensavo che le tasse sono una cosa giusta e che avrei voluto pagarne anche io tantissime, sicuro che le tasse si pagano solo se si guadagna, in proporzione al guadagno.

Quanto ero ingenuo, quanto non sapevo. Ignoravo il fatto che professionisti e aziende possono avere da pagare tasse anche quando sono in perdita, ignoravo l’abominio degli studi di settore, le tasse fisse, che si pagano indipendentemente dal guadagno ma soprattutto non avevo idea dei costi del fisco per professionisti e imprese, in termini di tempo e di incertezza.

Quando sono diventato imprenditore ho iniziato a fare un ripasso di congiuntivi e condizionali: parlando con il commercialista sentivo spesso usare l’espressione “dovrebbe“. Dovrebbe essere giusto, dovrebbe essere così.

Come dovrebbe, ho pensato, cambiamo subito commercialista. Poi ho capito che il problema non è il professionista, è proprio il fisco italiano a essere incomprensibile nella sua giungla di norme, normette, decreti attuativi, codici e codicilli. Questo fa perdere una marea di tempo e crea una incredibile incertezza, ad esempio il corriere della sera qui segnala 629 norme negli ultimi sei anni, più di 600 nuovi adempimenti che complicano la vita degli imprenditori, alla faccia della semplificazione.

I poveri commessi del parlamento

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Hanno veramente la faccia come il culo. E io li ho visti, ci sono stato a montecitorio, ho visto quelli che fanno passare borse e zaini attraverso il metaldetector per il modico stipendio di 50.000 euro all’anno. Hanno il coraggio di non sentirsi dei privilegiati ma siccome detesto le generalizzazioni è giusto dire che almeno […]

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1 minuto alla settimana

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1 minuto di lavoro. Alla settimana. Sembra uno scherzo invece è tutto vero, è quanto capita a un veterinario secondo quanto riportato dal corriere della sera ma attenzione prima di puntare il dito verso l’obiettivo sbagliato: non si tratta di un dottore sfaticato o assenteista, lui si limita ad attenersi al suo contratto quindi se […]

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I borboni son fatti così

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So che i miei lettori faranno fatica a crederci ma sono pronto a giurarlo con una mano stesa su una montagna di bibbie: non me la ssto inventando. Da un comune del nord Italia arriva, via mail, una convocazione. Questo il testo della convicazione: SI COMUNICA CHE IN DATA 11/09/2014, ORE 20.30, SI TERRA’ IL […]

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Dietro a Turchia, Malta e Panama

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Sorpresa! Secondo il World Economic Forum, l’organizzazione che tiene ogni anno il forum di Davos, il Belpaese si classifica 49esimo nella rassegna della competitività 2014, confermando la sua posizione. Ma il raffronto col resto d’Europa è impietoso, anche se il “programma di riforma” è ben visto. In testa la Svizzera, poi Singapore e Usa. In […]

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L’aci

aci

Non sto parlando di quell’ente inutile, sto parlando dell’Associazione dei Contribuenti Italiani che ha il sito più brutto del mondo (dal punto di vista estetico) ma come associazione ne imbocca parecchie. E non mi riferisco soltanto al meraviglioso logo che così bene ci rappresenta: se riuscite a resistere al ribrezzo e alla generale sensazione di […]

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Il peso delle minoranze

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L’Italia è il Paese bloccato dalle minoranze. Ma non nel senso che le minoranze fanno il loro mestiere opponendosi alla maggioranza a colpi di idee e progetti migliori e alternativi. No, ci mancherebbe. Nel senso che le minoranze si rifiutano di accettare l’a,b,c del funzionamento democratico, e cioè che la maggioranza debba, a un certo […]

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9000 euro più della Merkel!

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I sostenitori dei diritti acquisiti e inviolabili si preparino a difendere l’indifendibile: il mitico Stella ci ricorda che i funzionari della Camera sono costosi. Non un po’ costosi, molto costosi. Per i terrestri sono cifre difficili da capire, come quando si parla del debito pubblico o delle manovre finanziarie, quando gli zeri diventano talmente tanti […]

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Carlo Cottarelli

Non era certo mia intenzione ma pare proprio che il mio post di due giorni fa abbia portato una certa sfiga. Ma non a Cottarelli, agli Italiani! Non ho certo le competenze per giudicare la questione ma ho la sensazione che quest’uomo sia in gamba, ha ricevuto l’incarico di individuare spese tagliabili nell’oceano dei conti […]

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