Incassa tangenti per lo stato…

Ho appena finito di leggere un articolo piuttosto interessante in cui un sedicente finanziarie rilascia una intervista e spiega come funzionano davvero i controlli che vengono effettuati alle imprese. Prima di andare a leggere l’articolo lasciatemi fare un paio di premesse: merita di essere letto anche se viene da un pulpito piuttosto discutibile ed è abbastanza difficile da sopportare il fatto che da quel pulpito, oltre ad arrivare sermoni dal contenuto discutibile, a seconda del colore del governo si cambi completamente la linea editoriale.

Detto questo, dicevo, l’articolo uscito su libero merita di essere letto. In sostanza il presunto maresciallo della Guardia di Finanza spiega che, prima ancora di iniziare i controlli in una azienda, sono già fissati gli obiettivi da raggiungere, gli importi da contestare. Si va a colpo sicuro perchè, spiega:

Nel nostro Paese è quasi impossibile essere in regola e per chi lo sembra ci prendiamo più tempo per spulciare ogni carta. Infatti se una norma può apparire favorevole all’imprenditore, c’è sicuramente un’altra interpretabile in maniera opposta.

Noi sosteniamo da sempre che la giungla di legge, norme e regolamenti diventata ormai una indistricabile matasse non sia il frutto di incompetenza da parte del legislatore, tutt’altro. E’ la causa della totale incertezza del diritto, in particolare quello tributario, che tanto, tantissimo piace ad alcuni.

Io ho la sensazione che chi ha sempre lavorato come dipendente considererà l’articolo una totale scemenza e, visto il pulpito, è facile cascare in questo errore. Se si ha abbastanza spirito critico da andare oltre la fonte e si prova ad approfondire si scopre che c’è probabilmente qualcosa di vero.

Più di 10 anni fa avevo conosciuto un consulente aziendale, tanto per capirci chiamiamolo un “commercialista”. Quando un suo cliente lo chiamava perchè era in corso una verifica la prima cosa che faceva era andare dal comandante del blitz e chiedere “quando dovete contestare?”. Sapeva perfettamente di questo meccanismo così come sapeva che, in qualsiasi azienda, anche la più onesta, scavando in profondità si trova sempre qualcosa da contestare. Un errore formale, una norma male interpretata, uno scontrino o un timbro non perfettamente leggibile, qualcosa esce sempre, tanto vale fare in fretta e accordarsi subito.

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